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Intervista al Dott. Giuseppe Ammirati, Electrophysiology Fellow presso il Montefiore Medical Center di New York, negli Stati Uniti
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La decisione di intraprendere una Fellowship in Elettrofisiologia al Montefiore Medical Center di New York è stata senza dubbio una delle migliori della mia carriera. Circa un anno e mezzo prima dell’inizio della fellowship, ho preso contatto con il Prof. Luigi Di Biase, responsabile del Dipartimento di Elettrofisiologia. Fin dal primo momento, mi sono reso conto che avevo di fronte un’opportunità unica, in uno dei centri di eccellenza Internazionali più prestigiosi al mondo.
Quali documenti sono necessari per poter intraprendere la Fellowship in Elettrofisiologia?
L’accesso alla Fellowship ha richiesto un’intensa preparazione, soprattutto per ottenere la certificazione ECFMG, un requisito imprescindibile per poter esercitare la professione medica negli Stati Uniti. Il processo per ottenere la certificazione è stato senza dubbio uno dei passaggi più complessi. Ho dovuto superare gli Step 1 e Step 2 dell’USMLE, esami estremamente selettivi e dettagliati che valutano le competenze mediche, insieme all’OET (Occupational English Test), fondamentale per attestare la capacità di comunicare efficacemente in ambito clinico. Questa fase ha richiesto molti mesi di studio e sacrifici, ma mi ha anche permesso di acquisire una profonda comprensione delle aspettative del sistema medico statunitense.
Com’è stato l’impatto iniziale con il nuovo lavoro in ospedale?
Una volta completati tutti i requisiti burocratici e accademici, sono finalmente arrivato a New York per iniziare la mia Fellowship. Il primo mese è stato, senza dubbio, uno dei periodi più difficili. Essere in un’ambiente completamente nuovo, lontano da casa e senza conoscere nessuno, ha rappresentato una sfida emotiva oltre che professionale. Ambientarsi in un sistema lavorativo diverso, con regole e dinamiche nuove, non è stato immediato. Tuttavia, grazie all’accoglienza calorosa e professionale del team di EP (nrd EP=electrophysiology), sono riuscito a superare le difficoltà iniziali. Il loro supporto, sin dal primo giorno, è stato fondamentale per aiutarmi ad orientarmi ed a trovare il mio equilibrio.
Dopo le difficoltà iniziali, la mia crescita professionale ha preso una velocità sorprendente. Ogni giorno portava con sé nuove sfide e nuove opportunità di apprendimento.
Com’è organizzata la tua attività lavorativa?
La mia giornata tipica iniziava con la revisione dei pazienti operati il giorno precedente e quelli che sarebbero stati operati nel corso della giornata.
Successivamente, partecipavo ad un meeting con tutto il team di Elettrofisiologia, durante il quale si discutevano i casi del giorno, oltre ad analizzare in profondità i casi complessi già trattati. Questi momenti di confronto con l’intero team erano estremamente formativi, poiché mi permettevano di approfondire non solo le singole tecniche, ma anche l’approccio multidisciplinare ai pazienti. Dopo il meeting, si passava alla fase pratica in sala operatoria: al Montefiore ci sono quattro sale dedicate esclusivamente all’elettrofisiologia, e per ciascuna sala è assegnato un solo fellow, il che permette un apprendimento estremamente personalizzato e intensivo.
Come valuteresti l’importanza attribuita all’attività formativa del Fellow?
Un’ altro aspetto cruciale della mia esperienza è stato il rapporto con gli attending (ndr attending=strutturato). Ogni membro dello staff aveva come obiettivo primario la mia formazione. Non c’era mai competizione o senso di distacco, ma piuttosto un clima di collaborazione continua. Il programma della Fellowship è strutturato in modo tale da portare il Fellow ad un livello di autonomia crescente, con un approccio formativo che prevede un percorso graduale, ma ben definito, verso la padronanza delle tecniche e delle procedure più avanzate. Questo sistema mi ha permesso di sviluppare sia competenze tecniche che capacità decisionali, rendendomi sempre più autonomo in sala. Sentire di poter contare su un team così preparato e disponibile è stato un’ elemento chiave del mio successo formativo.
In che modo ti ha arricchito la Fellowship?
Oltre alla crescita professionale, la Fellowship mi ha permesso di vivere un’esperienza di arricchimento personale senza pari. Essere immerso in un’ ambiente Internazionale, dove colleghi provenienti da ogni parte del mondo si trovano a lavorare insieme, mi ha offerto l’opportunità di confrontarmi con una straordinaria varietà di background culturali e professionali.
Questo scambio continuo di idee, approcci clinici e punti di vista differenti ha ampliato enormemente la mia visione della medicina e mi ha permesso di comprendere quanto sia importante il bagaglio formativo e culturale di ciascun individuo.
Lavorare fianco a fianco con professionisti di diverse nazionalità ha arricchito la mia capacità di adattarmi a diverse situazioni cliniche, ma anche di comunicare in modo efficace e rispettoso in un contesto multiculturale.
Questa dimensione Internazionale è stata uno degli aspetti più affascinanti della mia esperienza, perché mi ha permesso di uscire dalla mia comfort zone e di confrontarmi con approcci clinici a volte molto differenti da quelli a cui ero abituato.
In conclusione, posso dire che la mia esperienza di Fellow in Elettrofisiologia al Montefiore Medical Center è stata una delle esperienze più arricchenti e formative della mia vita, sia dal punto di vista professionale che personale. Questo percorso mi ha permesso di crescere non solo come Elettrofisiologo, ma soprattutto come persona.




