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Intervista al Dott. Alessandro Sticchi per la sua esperienza come Research Fellow in Cardiologia presso Inselspital, Università di Berna, Svizzera

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Alessandro Sticchi

sticchialessandro@gmail.com

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Alessandro Sticchi

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Un’esperienza di ricerca e crescita professionale in Svizzera

Parlare della mia esperienza all’estero significa ripercorrere un anno intenso, in cui ho avuto l’opportunità di immergermi in un ambiente scientifico di altissimo livello e di confrontarmi con un approccio alla ricerca estremamente rigoroso e metodico.

Lavorare presso l’Inselspital di Berna, sotto la guida di professionisti di fama internazionale come il Prof. Stephan Windecker e il Prof. Fabien Praz, ha rappresentato una tappa fondamentale del mio percorso, permettendomi di affinare le mie competenze in cardiologia strutturale, imaging multimodale e metodologia della ricerca clinica.

L’Inselspital è un centro di riferimento europeo per la cardiologia interventistica e la gestione delle valvulopatie, con un’organizzazione ospedaliera e accademica che stimola la crescita professionale e promuove la multidisciplinarietà.

Il mio obiettivo, nel candidarmi a questa esperienza, era proprio quello di perfezionare la mia capacità di integrare la ricerca con la pratica clinica, approfondendo le strategie di trattamento percutaneo delle valvole mitrale e tricuspide e l’utilizzo dell’imaging avanzato a supporto della decisione clinica.

 

L’ingresso in un sistema diverso: preparazione e prime impressioni

Uno degli aspetti più impegnativi di un’esperienza all’estero è l’adattamento a un sistema nuovo, con regole e dinamiche diverse da quelle a cui si è abituati. La preparazione burocratica per lavorare in Svizzera è stata meticolosa e ha richiesto un’attenta organizzazione. Sebbene non fosse necessaria l’iscrizione all’Ordine dei Medici svizzero, la documentazione per il riconoscimento della laurea e della specializzazione, così come l’assicurazione sanitaria e l’iscrizione anagrafica, hanno richiesto tempo e precisione. È stato essenziale avviare i contatti con largo anticipo, perché l’ammissione a programmi di ricerca così competitivi segue tempi ben definiti.

Sin dal mio arrivo a Berna, ho percepito un approccio molto strutturato e collaborativo. L’ospedale è un centro d’eccellenza non solo per il volume di pazienti trattati, ma anche per la presenza di un network scientifico che coinvolge ricercatori da tutto il mondo. Mi è stato assegnato un tutor fin dal primo giorno, facilitando il mio inserimento nei progetti di ricerca e permettendomi di comprendere rapidamente la filosofia di lavoro del centro.

Il mio incarico prevedeva un orario flessibile, generalmente dalle 8:00 alle 16:00, con la possibilità di gestire parte dell’attività in smart working, a seconda delle necessità dei progetti.

Questo ha favorito un equilibrio tra il lavoro in presenza, indispensabile per il confronto diretto con i colleghi, e il tempo dedicato all’analisi dei dati e alla scrittura scientifica.

 

Lavorare all’Inselspital: tra innovazione e rigore metodologico

L’Inselspital rappresenta un punto di riferimento per la cardiologia strutturale e l’imaging avanzato, con un’organizzazione che integra ricerca e attività clinica in modo armonico. Qui ogni decisione clinica è supportata da dati scientifici robusti, e l’approccio alla ricerca segue una metodologia rigorosa, che impone un’elevata attenzione ai dettagli e una profonda conoscenza della statistica medica.

Durante il mio anno di fellowship, ho avuto l’opportunità di lavorare su progetti di ricerca avanzati, con un focus particolare sulla valutazione multimodale delle valvulopatie e sul trattamento transcatetere delle valvole mitrale e tricuspide. La ricerca in Svizzera è altamente competitiva e richiede un’elevata autonomia: non ci si limita a collaborare a studi già avviati, ma si è attivamente coinvolti nella loro pianificazione e realizzazione. Questo mi ha permesso di sviluppare competenze fondamentali nella gestione dei dati e nell’analisi statistica, strumenti essenziali per chiunque voglia affermarsi nella ricerca clinica.

Uno degli aspetti più stimolanti dell’Inselspital è la possibilità di confrontarsi con colleghi provenienti da diversi contesti internazionali. Le discussioni quotidiane con esperti in imaging, cardiologia strutturale e statistica applicata hanno arricchito la mia visione e mi hanno insegnato a considerare ogni dettaglio con un approccio critico e metodico.

L’ambiente lavorativo era caratterizzato da un forte fair play e spirito di collaborazione, in cui il confronto costante tra professionisti di diversa esperienza ha rappresentato una continua fonte di crescita. Nonostante il rigore metodologico, l’atmosfera era estremamente stimolante, con una grande attenzione alla formazione dei giovani ricercatori e alla condivisione delle conoscenze.

 

La ricerca e la produzione scientifica

Uno degli aspetti che più mi ha colpito dell’Inselspital è stata l’enorme attenzione alla produzione scientifica di alto livello. L’obiettivo non era solo quello di partecipare a studi in corso, ma di acquisire una mentalità che portasse alla pubblicazione di lavori di alto impatto, con un percorso che partiva dall’elaborazione dell’idea fino alla stesura del manoscritto finale.

In questo contesto, ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente alla pubblicazione di articoli scientifici, collaborando con ricercatori di fama internazionale e sviluppando una metodologia di scrittura basata su dati solidi e analisi approfondite.

 

Cosa mi ha lasciato questa esperienza e consigli per i colleghi

Guardando indietro, posso dire che l’anno trascorso a Berna ha rappresentato una svolta nella mia carriera.

L’esperienza mi ha permesso di acquisire competenze fondamentali nella gestione della ricerca clinica soprattutto nella scrittura di un trial e nella valutazione dell’imaging multimodale, fornendomi strumenti che oggi applico quotidianamente nella mia pratica clinica e nella mia attività di ricerca.

Se dovessi dare un consiglio a chi sta pensando di intraprendere un percorso simile, direi di prepararsi con largo anticipo e di affrontare l’esperienza con curiosità, apertura mentale e spirito critico. Lavorare in un ambiente internazionale richiede capacità di adattamento e una solida preparazione, ma offre in cambio un’enorme crescita professionale e personale.

Ogni esperienza all’estero è un’occasione unica per allargare i propri orizzonti e acquisire una prospettiva più ampia sulla cardiologia e sulla ricerca. Sono grato per l’opportunità che ho avuto e spero che la mia testimonianza possa essere utile a chiunque stia valutando di intraprendere un percorso simile.

Per chiunque voglia approfondire o confrontarsi su questo tipo di esperienza, sono disponibile a rispondere a domande e condividere consigli pratici.

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ICOT Abroad